Walter Ganapini al convegno “The Ecology of Francesco: percorsi di Ecologia Integrale”Durante il convegno “The Ecology of Francesco: percorsi di Ecologia Integrale” tenutosi lo scorso 7 Novembre durante la 26esima edizione di Ecomondo, Walter Ganapini, Responsabile Comitato Scientifico del Progetto di sostenibilità della Basilica di San Pietro e membro onorario del Comitato Scientifico dell’Agenzia Europea per l’Ambiente, è intervenuto per approfondire i “Percorsi di ecologia integrale tra Assisi, Lucca e Roma. I casi studio da Fra’ Sole a Lucensis, Economy of Francesco, fino alla Fabbrica di San Pietro”. Vediamo nel dettaglio il contenuto del suo intervento:
“Grazie a CiAL, al direttore Carnimeo, grazie a Sisifo per poter essere qui. Le cose fondamentali, le ha raccontate Sua Eminenza l’Ingegnere Cardinale Mauro Gambetti di Imola. Quello che c’è da fare per decarbonizzare il modello di sviluppo, i sistemi di produzione, i modelli di consumo e la finanza è noto: sta scritto con chiarezza nell’Agenda 2030 con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile. L’impegno che abbiamo posto assieme a tanti nei progetti citati, rende l’idea di uno spartiacque delicato, per l’appunto, valoriale e culturale: per dirla con Hegel, è ora di prendere partito. Personalmente da molto tempo credo di aver preso partito, commettendo anche errori clamorosi, ma per lavorare, nell’interesse generale, ai beni comuni e nell’essere possibile elemento che sta dentro percorsi di cambiamento di una realtà che, come diceva Sua Eminenza Gambetti, ha molti aspetti critici, genera disuguaglianze, genera sofferenze, genera la cultura dello scarto. Le cose da fare le sappiamo. Per quanto riguarda questo paese da molto tempo sappiamo che, anche nell’esperienza dell’ambientalismo, bisogna lavorare sul piano sociale della comunità che si impegna nella cultura del cambiamento; bisogna ragionare con la cultura d’impresa, mettendo in conto, come si diceva una volta, che poi l’intendenza seguirà. Io ho passato buona parte della mia vita a cercare di dimostrare che sostenere che il pubblico è per definizione inefficiente e il privato efficiente è una sciocchezza. Ciò detto, la cultura del cambiamento ha nel sistema delle imprese un interlocutore fondamentale. Dall’epoca della crisi di Milano, da cui nacque CONAI, si è visto che ci sono anche nel nostro paese imprese pronte a giocare sul nuovo e laddove l’innovazione può generare, come dire, prodotti più puliti, da prodursi in modo più pulito, c’è tutta una cultura che si è sviluppata e che anche a livello europeo ha preso corpo dal regolamento EMAS all’ Ecolabel e a tanti altri strumenti strumenti compresi gli ESG che costituiscono i parametri con cui deve misurarsi la finanzia. Ma i limiti dell’amministrazione pubblica nel nostro paese purtroppo ci sono noti. Quindi guai a dire che è inefficiente per definizione, ma non a caso citavo il tema “parliamo con col sociale, parliamo con l’economia e l’intendenza seguirà”.
Io, quello che sento di dover dire è che tra le cose da fare – le ha citate il Cardinale – ci sono le comunità energetiche rinnovabili. Io ho avuto la fortuna di essere a Taranto quando dalla 49a Settimana Sociale dei Cattolici Italiani venne fuori lo slogan generale che era “ogni parrocchia divenga comunità energetica”. Abbiamo lavorato molto assieme al dottor Lanzi, al professor Muggianu e al dottor Di Stefano, in tutti questi anni, per fare crescere questo tipo di realtà. Quello che devo dire è che la fioritura delle Comunità Laudato si’ sta dando un segnale molto importante. Col mio amico Aldo Bonomi ragioniamo sul fatto che è ora di far sì che le oasi di cambiamento, le comunità che sono in moto, si aggreghino e diventino la carovana del cambiamento. Per quello che potrò, sarò sempre impegnato su questo versante, ma quello che desidero denunciare con assoluta chiarezza è che l’intendenza sta venendo meno di giorno in giorno ai suoi doveri di essere strumentale al cambiamento necessario e alla decarbonizzazione.
Per quanto riguarda il Progetto di sostenibilità della fabbrica di San Pietro in vista del Giubileo, ha detto tutto il Cardinale: approccio sistemico; lettura input/output dei flussi di energia e materia rispetto al perimetro di progetto; indicazione e concretizzazione delle buone pratiche – alcune a brevissimo – nel campo del ciclo dei rifiuti, nel ciclo delle acque e sul versante dell’efficienza energetica (ben sapendo che ci sarà da mettere mano in tempi di medio periodo all’impiantistica energetica). Il progetto non riguarda solo la Basilica di San Pietro: ci sono anche Santa Marta Vecchia, Santa Marta Nuova, la Canonica e la Scuola del mosaico. Non a caso la Fondazione Fratelli Tutti, presieduta proprio dal Cardinal Gambetti, tra le altre cose, ha dato vita in questi mesi alla scuola di formazione: 20 ragazzi stanno studiando per diventare manutentori dei beni della Basilica. Quello che vogliamo fare, quindi, grazie a partner di assoluto livello (ho dispiacere di non citarli tutti e chiedo scusa per questo), è leggere l’ecosistema, input e out, e valutare gli aspetti che dicevo, ovvero flussi di materia, flussi di energia, ma anche i temi della biodiversità. Ci saranno l’anno prossimo da 30 a 40 milioni di pellegrini in arrivo verso un luogo dove l’intendenza in qualche misura pesa poco perché non è Italia: è lo Stato della Città del Vaticano e stiamo lavorando da questo punto di vista forse in maniera leggermente più efficiente. Ma è del tutto evidente che la Città del Vaticano sta dentro la capitale d’Italia, con tutti i problemi che vive. Ci sono temi di interfaccia estremamente delicati, perché, oltre al rigore metodologico, occorre un rigore fondamentale, come verrà dimostrato certamente dal professor Muggianu nella rendicontazione accuratissima. Non abbiamo mai scherzato in vita nostra su questo, ma più che mai con degli ecosistemi di questa importanza. Ogni numero che mettiamo fuori deve essere visto 150 volte ed essere non solo acquisito in modo trasparente, ma assolutamente certificato. Stiamo lavorando perché buone pratiche non rimangano ferme in se stesse, ma divengano oggetto sia di formazione che di comunicazione: già entro novembre con Enea, che è il main partner sul ciclo della materia, insieme ad altre imprese alcune delle quali anche qui rappresentate, lavoreremo per fare il tirocinio sulle buone pratiche e ci saranno delle sorprese da questo punto di vista. Come diceva il Cardinale, le strutture che attengono al mondo ecclesiale possono e devono svolgere un ruolo importantissimo.
Credo che nella società, nonostante i disvalori, nonostante i frutti perversi anche di certe nuove tecnologie – noi ci stiamo interrogando anche su come impatterà su tutto questo l’intelligenza artificiale – chiunque abbia un figlio, un nipote, se medesimo, anche dei genitori, non può che essere preoccupato per il fatto che, al di là delle crisi tremende – bellica, pandemica, economica, finanziaria – la crisi climatica può arrivare se non frenata, a mettere in discussione la nostra presenza su questo pianeta. Cura, custodia sono le parole chiave che ha usato il Cardinale. La società credo abbia ampi margini di coinvolgimento e di comportamenti nuovi da porre in essere. Ci sono nel mondo della finanza gli interlocutori che ne sono consapevoli. Dobbiamo fare in modo che le istituzioni pubbliche di questo paese, a livello centrale a livello locale, cessino di essere elemento di freno. Non mi riferisco a questa realtà dell’ultimo anno. Sono anni che non si vogliono porre in essere le misure che tutti conosciamo a memoria, a partire dai famosi decreti attuativi per le comunità energetiche rinnovabili. Basta, basta, basta! Perché ne va non solo della cura e della custodia del pianeta, ma a questo punto ne va anche della vita delle generazioni future. Non a caso il Cardinale, ha detto che noi dobbiamo operare in logica di solidarietà diacronica e intergenerazionale ma con grande attenzione alla solidarietà intragenerazionale. Perché la solidarietà diacronica e la sostenibilità per definizione vogliono dire che dobbiamo garantire alle future generazioni un accesso alle risorse almeno pari a quello che abbiamo avuto noi e questo non sta accadendo.”
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PER APPROFONDIRE
Scarica l’edizione speciale del report di sostenibilità del Progetto “Fra’ Sole” consegnato a Papa Francesco
Scarica il report di sostenibilità di Fra’ Sole
Scarica il report di sostenibilità di EoF
Scheda di Ecomondo 2023
Scheda di Fra’ Sole e rete dei portatori di valore su sisifo.eu
Scheda di #NotAlone – World Meeting on Human Fraternity e rete dei portatori di valore su sisifo.eu
Scheda di Gathering Together e rete dei portatori di valore su sisifo.eu
Scheda di Economy of Francesco e rete dei portatori di valore su sisifo.eu
Eof su ICESP “The Economy of Francesco. The young, a pact, the future – Assisi 2022 The Global Event”
Eof su ECESP “The Economy of Francesco, a community seeking to transform the economy with a soul”
Fra’ Sole su ICESP “Fra’ Sole: Progetto di sostenibilità del Complesso Monumentale del Sacro Convento di Assisi”
Fra’ Sole su Ecesp “Saint Francis of Assisi: rendering a religious community sustainable and circular”
Il progetto Lucensis e le comunità energetiche rinnovabili a Lucca
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