Massimiliano Muggianu al convegno “The Ecology of Francesco: percorsi di Ecologia Integrale”Massimiliano Muggianu, docente Ecologia Integrale presso Facoltà Teologica San Bonaventura Seraphicum al Convegno “The Ecology of Francesco: percorsi di Ecologia Integrale” organizzato da Sisifo Società Benefit e CiAl Consorzio Nazionale Imballaggi Alluminio, con il patrocinio di FERPI, Federazione Italiana Relazioni Pubbliche, ha spiegato l’importanza della rendicontazione delle buone pratiche affinché possano essere divulgate e replicate. Dopo aver analizzato le fasi del processo di misurazione, Muggianu entra nel dettaglio dei risultati conseguiti dai due progetti coordinati da Sisifo ad Assisi, il Progetto Fra’ Sole e The Economy of Francesco. Vediamoli nello specifico nel suo intervento al convegno:
“Sento sempre un po’ l’onere di prendere la parola per “dare i numeri”. Perché le buone pratiche devono essere misurate, devono dare conto di se stesse per i risultati che raggiungono. Ed ero un po’ intimorito, dico la verità, dall’impegno di presentare i risultati di questi due report, quello appunto del piano di sostenibilità di The Economy of Francesco e del progetto Fra’ Sole.
Ma stamattina è capitata una cosa del tutto casuale, davanti al nostro punto informativo. È passata una ragazza che aveva una sportina in stoffa con su scritta una frase di Niels Bohr, fisico danese premio Nobel per la Fisica nel 1922. La frase diceva: “Nulla esiste finché non è misurato”. Bohr ovviamente aveva tutt’altri intenti quando la pronunciò riferendosi alle particelle subatomiche. Però mi ha molto ispirato per dire che, se non ci mettiamo nell’ordine di idee di misurare, di rendere conto delle azioni che facciamo, le azioni che facciamo è come se non esistessero: non c’è modo di parlarne, di poterle divulgare.
Mi sono quindi interrogato per due minuti, leggendo questa frase, su cosa significasse “fare misurazione”. Tendenzialmente “misurare” è un termine che mettiamo alla fine di un processo: vado cioè a vedere che cosa è successo. In realtà, ripensando ai progetti di Fra’ Sole e del piano di Custodia del Creato di The Economy of Francesco, non è esattamente così.
La misurazione è preventiva, in itinere ed ex post.
Il primo punto dell’approccio sistemico consiste nel delimitare il sistema: nulla è misurabile, se prima non decidiamo quali siano i contorni da misurare; le misurazioni sarebbero altrimenti approssimative, non esatte. Ed è quello che abbiamo fatto in entrambi i progetti. Innanzitutto abbiamo deciso su cosa intervenire, e poi siamo andati a misurarlo.
La fase successiva è quella dell’analisi che risponde alla domanda: da che cosa partiamo? Ovviamente il progetto Fra’ Sole aveva uno storico da analizzare: siamo andati indietro fino al 2015 per valutare l’andamento delle performance ambientali della struttura e della vita della comunità religiosa. Per The Economy of Francesco, invece, si trattava di una cosa da inventare. Esiste infatti uno storico degli eventi, ma ogni evento è a sé stante, e va dunque analizzato in maniera differente. Tutto questo attraverso strumenti molto semplici: l’analisi documentale, la raccolta di schede tecniche, l’intervista alle persone che sono interessate nei vari processi di lavorazione in tutti gli ambiti.
E preciso che, nell’analisi iniziale si determina non solo la definizione del perimetro ma anche quali siano le performance di sostenibilità che si vogliono misurare. Ce ne sono diverse, il tema della misurazione è molto laborioso. Noi ci siamo concentrati fondamentalmente su due, non perché siano in assoluto le più importanti, ma perché, nel contesto attuale della pressione climatica, del cambiamento a cui purtroppo assistiamo in maniera sempre più violenta, abbiamo ritenuto fossero quelle fondamentali: le emissioni di CO2 equivalenti in atmosfera e la percentuale di raccolta differenziata nella gestione dei rifiuti. Questi sono i punti che ci siamo dati. Gli altri non è che non li abbiamo considerati: abbiamo ritenuto prioritari questi e non secondari, ma misurabili in altre circostanze, gli altri. Per esempio le performance di tipo sociale o di tipo economico, sempre ispirate alla sostenibilità.
Passata l’analisi, che cosa si fa? Si pianifica e anche nella pianificazione c’è un tema di misurazione: dopo che abbiamo visto qual è la situazione e abbiamo pensato a dove intervenire per migliorare le performance di sostenibilità di una struttura o di un evento, cosa facciamo? E soprattutto, cosa ci attendiamo? Si passa all’analisi previsionale che calcola i risultati che si intendono raggiungere.
Dopodiché si passa ad eseguire, ed anche qui emerge il tema della misurazione e del monitoraggio costante: si va a verificare come evolvono gli indicatori di sostenibilità.
Nel caso di Fra’ Sole si trattava di quattro anni di progetto, quindi l’analisi è stata lunga e laboriosa. È stata fatta periodicamente e alla fine, una volta eseguiti i lavori, raggiunti gli obiettivi e compiute le azioni che si volevano concretizzare, si è passati appunto a quella che siamo abituati a chiamare “misurazione”, “report”, e che è costituita dal bilancio consuntivo. Che cosa è successo rispetto a quello che ci attendevamo? Dove siamo veramente arrivati, tenendo sempre presenti i perimetri di sistema e i perimetri di analisi? Questo è il metodo che abbiamo applicato.
Velocemente scorro i due progetti per dire come ci siamo comportati nel dettaglio.
Per il progetto Fra’ Sole, l’analisi iniziale è partita dal 2015 fino al 2018. Abbiamo determinato quale potesse essere la pressione in termini di emissioni di CO2 equivalente in atmosfera in un anno tipo, che abbiamo stabilito essere il 2018 (anno tendenziale rispetto all’ultimo triennio). Una pressione in termini di emissioni che è stata valutata su base annua su 469 tonnellate di CO2 equivalente emesse in atmosfera. In quello stesso anno esempio abbiamo rilevato, grazie all’analisi di Arpa Umbria, la percentuale di raccolta differenziata all’interno del sistema, che in quel momento era il 46%. Nel 2019 abbiamo iniziato con i primi interventi, che hanno riguardato i tre centri di costo fondamentali in tema ambientale: i consumi idrici, i consumi energetici e la gestione della materia. Sempre secondo quel processo di input – output, energia/materia/acqua sono state misurate in ingresso, in lavorazione e in uscita.
Siamo intervenuti su alcune cose (ne abbiamo scelte alcune, ma se ne potevano fare anche tante altre), ad esempio sull’acqua, con il posizionamento dei distributori di acqua in buona parte della struttura, proprio per evitare, concorde la comunità residente, l’acquisto di acqua imbottigliata in plastica: questo ha determinato una riduzione delle emissioni generali ed una riduzione nella produzione di rifiuti plastici importante. Si sono inoltre attivati sistemi di efficientamento attraverso i riduttori di flusso in tutti i punti di distribuzione dell’acqua. Una apparente banalità questa, che possiamo attuare anche nella nostra vita quotidiana, ma che consente risparmi idrici anche fino al 60% dei consumi idrici.
Per quanto riguarda la materia siamo intervenuti su alcuni capitoli di spesa, andando ad indirizzare le scelte su prodotti più sostenibili: il monouso biodegradabile compostabile e i prodotti del commercio equo. E poi la gestione complessiva della raccolta differenziata: abbiamo posizionato 200 punti di raccolta in tutta la struttura per un totale di 1200 bidoni, dimensionati a seconda dell’ambiente, ed abbiamo rinnovato tutta la logistica interna della raccolta differenziata.
L’altro capitolo importante è quello dell’energia, su cui il convento ha fatto due passi importanti. Innanzitutto l’acquisto di energia elettrica da un fornitore che produce da fonti rinnovabili. E questo è stato, in termini di emissioni di carbonio, l’elemento più importante, che ha determinato un abbassamento delle emissioni su base annua di oltre 200 tonnellate di CO2 equivalente.
E poi, l’efficientamento di tutta l’infrastruttura tecnica: riscaldamento, raffrescamento e produzione di energia elettrica attraverso l’installazione di un impianto di trigenerazione.
Così, modulando l’acquisto esterno e sfruttando la presenza di un impianto fotovoltaico che era già esistente, abbiamo ribilanciato completamente l’uso e il consumo energetico, portando ad un abbassamento notevolissimo delle emissioni di CO2 equivalente in atmosfera.
In conclusione, quando siamo arrivati a orientare tutte le azioni nel 2020, abbiamo provato a fare una previsione: questa diceva che avremmo potuto abbassare le emissioni di circa il 78%, riducendole di 366 tonnellate su base annua e innalzare il livello di raccolta differenziata al 70%.
Alla fine della rendicontazione non siamo arrivati proprio lì, ma per pochissimo. Le stime finali le abbiamo calcolate sui consumi del 2022, anno scelto appositamente: il progetto inteso formalmente come accompagnamento della comunità religiosa da parte dei portatori di valore si sarebbe concluso il 31/12/2021, ma il ‘20 e il ‘21 sono stati due anni completamente anomali a causa del Covid; nessun evento in Basilica, pochi ospiti, vita molto ridotta eccetera. È stato appositamente scelto il 2022 come nuovo anno a regime su cui potevamo fare una valutazione più seria e con cognizione di causa rispetto alla situazione precedente al progetto Fra’ Sole.
Per un soffio non siamo arrivati al risparmio delle 366 tonnellate calcolate nel dato previsionale. Ne sono state valutate 322, per un abbassamento pre/post progetto del 70% delle emissioni su base annua. Si tratta quindi di valori molto vicini a quelli previsionali e comunque molto interessanti in termini di pressione climatiche evitata. Si è invece raggiunto l’obiettivo del 70% di raccolta differenziata.
Un’altra rilevante stima che abbiamo fatto è partita dall’interrogarsi su cosa sarebbe successo se avessimo continuato ad affidarci a soluzioni tradizionali (ad esempio, all’impianto a gas anziché al teleriscaldamento, all’acquisto di energia elettrica da fonti fossili anziché rinnovabili, ecc.). Confrontando soluzione tradizionale a soluzione adottata (quest’ultima tuttora attiva nel Sacro Convento), il risparmio annuo è stato stimato in 755 tonnellate di CO2 equivalente evitata.
Per quanto riguarda il Piano di Custodia del Creato di The Economy of Francesco, è stato bravissimo Giuseppe Lanzi, che ha fatto un’analisi di tutto il fabbisogno necessario per l’evento. Il perimetro di analisi e di intervento è stato tracciato su tutto quello su cui il Comitato Organizzatore aveva potere decisionale: gli allestimenti; gli acquisti dei prodotti per la ristorazione che sono stati selezionati su criteri ambientali e sociali; la raccolta differenziata; la gestione del materiale dato in uso ai ragazzi in quei giorni; la distribuzione delle borracce per l’utilizzo dell’acqua di rete… Tutte azioni che la Sindaca ha dettagliatamente descritto prima di me.
In una prima stima previsionale ci attendevamo circa 472 tonnellate di CO2 emesse, pur adottando le buone pratiche individuate. L’applicazione effettiva di quelle soluzioni ha prodotto risultati decisamente migliori e si è arrivati a 27 tonnellate di CO2 emesse alla chiusura dell’evento.
Se non avessimo adottato queste soluzioni sostenibili, ma ci fossimo avvalsi di quelle standard che normalmente vengono utilizzate per gli eventi, quale sarebbe stato lo scenario? Anziché 27 le tonnellate di CO2 equivalente sarebbero state 143. Si è quindi evitata l’emissione di 116 tonnellate CO2 equivalente.”
SCOPRI GLI ALTRI INTERVENTI DEL CONVEGNO QUI
PER APPROFONDIRE
Scarica l’edizione speciale del report di sostenibilità del Progetto “Fra’ Sole” consegnato a Papa Francesco
Scarica il report di sostenibilità di Fra’ Sole
Scarica il report di sostenibilità di EoF
Scheda di Ecomondo 2023
Scheda di Fra’ Sole e rete dei portatori di valore su sisifo.eu
Scheda di #NotAlone – World Meeting on Human Fraternity e rete dei portatori di valore su sisifo.eu
Scheda di Gathering Together e rete dei portatori di valore su sisifo.eu
Scheda di Economy of Francesco e rete dei portatori di valore su sisifo.eu
Eof su ICESP “The Economy of Francesco. The young, a pact, the future – Assisi 2022 The Global Event”
Eof su ECESP “The Economy of Francesco, a community seeking to transform the economy with a soul”
Fra’ Sole su ICESP “Fra’ Sole: Progetto di sostenibilità del Complesso Monumentale del Sacro Convento di Assisi”
Fra’ Sole su Ecesp “Saint Francis of Assisi: rendering a religious community sustainable and circular”
Il progetto Lucensis e le comunità energetiche rinnovabili a Lucca
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